Il 20 ottobre scorso il nostro Presidente Nazionale è intervenuto nel corso di un convegno organizzato da Assonautica Romana per presentare i risultati della seconda indagine sul diportismo nautico in Italia, denominata “Diari di Bordo”, promossa dalla stessa Associazione.
Nella sala conferenze del Circolo Sottufficiali MM in Roma, il Presidente di Assonautica Romana, dott. Cesare Pambianchi, ha introdotto i lavori, moderati da Carlo Bazzani, giornalista parlamentare e direttore di Marenews, con una relazione sul diportismo e sul turismo nautico in Italia in cui ha toccato tutti gli aspetti che ne caratterizzano l’attuale stato di sofferenza generale. Pambianchi si è soffermato sugli effetti negativi che sull’intero sistema provocano problematiche irrisolte quali la ridotta portualità, la burocrazia, l’inadeguatezza della formazione del personale, la mancanza, o l’eccesso o la difformità, a seconda dei casi, della regolamentazione riguardante le aree marine protette. Il Presidente Pambianchi ha concluso invitando le Istituzioni Centrali a fare la loro parte come ha dimostrato di fare l’imprenditoria.
L’occasione è stata colta per rendere conto dei progressi fatti dal Tavolo Tecnico istituito a seguito della Lettera di Intenti firmata in primavera da LNI-FIV-ASSONAUTICA la necessità della cui implementazione è stata ricordata anche dal Presidente della FIV Carlo Croce.
L’Amm. De Donno ha espresso il proprio compiacimento per la messa in atto di tale accordo, di valenza strategica, e che deve dare forza al movimento nautico in generale. E’ necessario un esame delle regole per verificare se esse realmente tutelino coloro che desiderano andare per mare. Non tanto vietare, che non è la soluzione - sottolinea l’Amm De Donno – quanto consentire, garantendo regole precise, capaci di entrare nella mentalità generale - anzi di costruirla – sia per la realizzazione di porti o la costruzione di barche. Manca, secondo il Presidente Nazionale della LNI, la professionalità in particolare nel turismo nautico. Il riferimento è, in particolare, al centro-sud ove non si riescono a fruttare a pieno le caratteristiche generali del nostro Paese (bellezze naturali architettoniche ed artistiche, capacità imprenditoriali, inventiva e fantasia).
La Lega Navale segue con attenzione l’andamento della situazione e cerca di contribuire, ormai da più di cento anni, alla diffusione della cultura del mare intesa, nella sua doverosa attualizzazione, tra l’altro, come sicurezza e capacità di consentire l’approccio al mare a chi non lo potrebbe per difficoltà di ordine economico o fisico. Una funzione sociale, dunque, quella della LNI alla quale ne’ l’imprenditoria ne’ le Istituzioni sembrano porre la necessaria attenzione. La marineria può e deve, perché poi lo sa fare, puntare a far emergere i valori formativi dell’andar per mare sia che si tratti di ambiente che di sociale. A proposito di ambiente l’Amm. De Donno ha accennato alla certificazione europea EMAS di cui sono dotati i Centri Nautici Nazionali e, secondo un piano in via di completamento, le basi nautiche della LNI, sottolineando, tra l’altro, che le Strutture Periferiche che tengono corsi per l’acquisizione della patente nautica, prime in Italia, hanno inserito nei programmi di studio tematiche ambientali e di rispetto del mare.
Il Presidente Nazionale ha concluso invitando tutti, dagli operatori del settore alle Associazioni, a puntare sulle opportunità che il mare offre (economiche, di sviluppo, culturali, sociali, ecc) spingendo, insieme, per un coinvolgimento indispensabile, quindi radicale, delle Istituzioni.